Guida pratica

Come ottenere più recensioni su Google

Chiedere una recensione è permesso. Comprarla, scambiarla o regalare uno sconto in cambio no, e Google se ne accorge. Qui c’è come si fa nel modo che funziona e non mette a rischio la scheda.

Aggiornata il 30 settembre 2026

Cosa è permesso e cosa no

Le regole di Google su questo sono esplicite e vale la pena conoscerle, perché la sanzione non è una multa: è la rimozione delle recensioni o la sospensione della scheda, e si perde tutto insieme.

  • Permesso: chiedere una recensione a un cliente, anche con un messaggio o un collegamento diretto.
  • Permesso: ricordarlo con un cartello in negozio, in fondo alla mail o sullo scontrino.
  • Vietato: offrire sconti, omaggi o qualunque incentivo in cambio della recensione.
  • Vietato: comprare recensioni o scambiarsele con altre attività.
  • Vietato: chiedere solo ai clienti contenti e filtrare gli altri prima di mandarli su Google.
  • Vietato: scriverle da soli, o farle scrivere a dipendenti e parenti.

Il momento giusto

È la variabile che conta più di tutte le altre messe insieme. La recensione si chiede quando il cliente è appena stato contento: alla consegna, all’uscita dal locale, subito dopo l’intervento riuscito.

Una settimana dopo la percentuale crolla, non perché il cliente non sia contento ma perché non ci pensa più. Chiedere a fine mese a tutti insieme è il modo peggiore.

Rendere facile il gesto

Google mette a disposizione, dal profilo dell’attività, un collegamento diretto che apre la finestra della recensione già pronta. È l’unica cosa che va mandata: chi deve cercare l’attività su Maps, trovarla e scorrere fino al pulsante si perde per strada.

Quel collegamento può diventare un QR code sul bancone, una riga in fondo alla mail di conferma, un messaggio WhatsApp preparato. Tre secondi di differenza cambiano la percentuale di chi arriva in fondo.

Le recensioni negative

Arrivano, e non sono la fine del mondo: un profilo con solo cinque stelle piene insospettisce. Quello che conta è la risposta, che non è scritta per chi si è lamentato ma per i venti che la leggeranno dopo.

Una risposta che funziona fa tre cose in poche righe: riconosce il problema senza discutere sui dettagli, dice cosa si è fatto o si farà, e sposta la conversazione fuori da lì offrendo un contatto diretto. Non fa nessuna delle tre se comincia con «purtroppo il cliente non ha capito».

Si può chiedere a Google di rimuovere una recensione solo se viola le sue regole — insulti, contenuti fuori tema, evidente falsità. Non perché è negativa.

Quante ne servono

Non c’è un numero giusto in assoluto: conta il confronto con chi ti sta davanti nella tua zona. Cerca il tuo servizio più il nome del paese, guarda le prime tre schede e conta le loro. Quello è l’obiettivo.

Il ritmo conta quanto il numero: dieci recensioni arrivate in due giorni sono un segnale sospetto, dieci in tre mesi no.

Se vuoi, impostiamo noi il collegamento diretto, il materiale per chiederle e il modo di rispondere: fa parte del lavoro sulla scheda Google.

Gratis

Vuoi che guardiamo il tuo caso?

Sito, scheda Google e social: ti diciamo cosa conviene fare per primo e cosa può aspettare. Senza impegno.

Richiedi l’analisi gratuita